sua altezza di baci, in libreria!

03.10.2018 - Poems
Cop-2-FRONTE-Laudace-sua-altezza.jpg«Da sempre l’amore per me / è un atto migratorio / gentile si alza e se ne va».
La voce di Eva Laudace è la voce elegante di questa estrema epoca dell’abbandono. Viaggiate in questo libro fiorito e funesto e avrete fucilate in petto, vi trapasserà da parte a parte con lame gentili e feroci. Avrete gli occhi lucidi di pianto e di allucinazione dura e felice.
Eva vive e dà voce all’epoca dove ogni abbandono (evitabile o no) sembra confermare con più durezza a ogni colpo una specie di abbandono anteriore, radicale. Uno sperdimento nell’universo. Un abbandono ontologico, direbbero i filosofi. Come se una mano ci avesse scagliato in questo strambo posto e poi si fosse ritirata. O questa mano avessero ormai occultato e sfregiato, da sembrare irreperibile, negata.
Questa scena dove si alterna, in sottofondo, il cupo rintocco dell’abbandono e la grazia delle sue rare sospensioni con la vitalità estrema, preziosa, di certi scorci, è abitata dalla poesia di Eva, tra buie radiosità alla Achmatova e sommessa cantabilità italiana, con pena, lucidità, spasmo. E con il segreto e, a tratti, bambinesco entusiasmo di chi forse ritiene che l’epoca totalitaria dell’abbandono non sia l’unico orizzonte in cui vivere. Che ci sono segni (elementari e fragili come la madre o sperduti in strani pozzi di senso come il padre o certi minimi gesti) che rovesciano il mondo dell’abbandono in un luogo nudo dove dire “grazie”, dove attestare sempre nuove formazioni dell’amore.

(dalla prefazione di Davide Rondoni)

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in libreria, a suo comodo, da fine ottobre 2018
e online su IBS.it

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aggiornamento pubbliche letture:

Bologna, Macondo, binge reading, 15 ottobre 2018
Bologna, Interno 18, con Francesca Serragnoli | Sarah Tardino | Davide Rondoni, 19 novembre 2018 h19

Roma, dicembre 2018